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Non una semplice mostra

Il Palais de Tokyo di Parigi ospita fino al 12 gennaio la mostra di Philippe Parreno, Anywhere, anywhere out of the world, l’ultima fatica di un artista versatile, scultore, scrittore, designer e videomaker che, tra le molte esperienze di studio, si formò dal 1988 al 1989 all’ Institut des Hautes Etudes en arts Plastiques proprio nella sede del museo di arte contemporanea sulla Senna. Dai tempi dell’apprendistato artistico ne ha fatta di strada Parreno: ogni sua impresa creativa attesta l’idea assolutamente originale di mostra non come esposizione di singole opere, ma come un fatto in divenire, un dialogo col visitatore volto ad alterarne la percezione, attraverso l’uso di più supporti, dal video, agli oggetti, alla grafica, ai giochi di luce, in continuo scambio tra le arti.

Lo stesso spazio espositivo è modellato, prova ne è la radicale trasformazione subita dal Palais de Tokyo per l’esposizione parigina. Parreno attinge generosamente al tributo di grandi artisti, come ha fatto in passato collaborando con Merce Cunningham per gli inserti di danza, in cui rivestiva il ruolo di vero e proprio orchestratore di un evento artistico, o con le musiche di John Cage, senza trascurare il confronto con l’architettura . Parreno adora la varietà. Alla sua mostra Parreno del 2012 alla Serpentine Gallery gli spettatori si muovevano in gruppi, da camera a camera, seguendo una colonna sonora. Nell’ultima esposizione, che propone lavori vecchi e nuovi dell’artista, lo spazio monumentale del Palais de Tokyo è modificato in una sequenza di oggetti, fasci di luce, proiezioni e musiche, che suggeriscono simboli arcani e manipolano l’attenzione dello spettatore in una polifonia drammatica di abbinamenti. Memorabile, nel medesimo solco dell’interdisciplinarietà, è stata la mostra del 2012 Ballando intorno la sposa, al Philadelphia museum of art, in cui, attorno al quadro La sposa di Marcel Duchamp, si snodavano le creazioni artistiche di Cage, Cunningham, Jasper Johns e Robert Rauschenberg. All’uscita della mostra, il visitatore, toccato da ciò che ha visto e sentito, è naturalmente portato a rivedere il concetto stesso di mostra e a riformulare una possibile definizione di arte.

Fino al 12 gennaio; Palais de Tokyo, Parigi; info: http://palaisdetokyo.com/en/exhibition/philippe-parreno

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