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La Scuola di New York

Palazzo Reale presenta l’esposizione intitolata Pollock e gli irascibili che comprende quarantanove capolavori provenienti dal Whitney Museum di New York e che inaugura la celebrazione dell’autunno americano a Milano, il quale proseguirà con una importante monografica su Andy Warhol al termine di ottobre. Per capire un’epoca così importante si deve andare indietro nel tempo e ricalcare i passi di questa rivoluzione artistica che ha permesso una profonda innovazione, in grado di influenzare l’arte moderna in tutto il mondo. Nel 1950 il Metropolitan Museum di New York è sede di una mostra rilevante d’arte contemporanea americana. Tutto inizia nella seconda metà degli anni ’30, quando gli artisti hanno iniziato a comunicare con un linguaggio pittorico del tutto nuovo, che convogliava verso l’espressionismo astratto. Nel movimento dell’Action painting si distinguono, così, alcuni pittori che manifestano questa tendenza, da una parte in un modo prorompente, dotato di gestualità e ritmicità, attraverso la tecnica della sgocciolatura, dall’altra nella purezza contemplativa per mezzo della stesura uniforme del colore che fa da sfondo all’immagine rappresentata: Jackson Pollock, Willem de Kooning, Mark Rothko, Robert Motherwell, Barnett Newman.

Curata da Carter Foster con la collaborazione di Luca Beatrice, l’esposizione presenta le opere di diciotto artisti che hanno fatto storia, dando un nuovo senso all’atto pittorico, fonte di libertà di pensiero e di azione dell’individuo stesso, stile che caratterizza quella che fu chiamata la Scuola di New York, segno epocale fondamentale nell’America del dopoguerra. Non appena all’interno dello spazio espositivo si nota un’opera di Pollock intitolata Fireworks (1950): prova della sensibilità dell’artista di fronte a un cambio epocale, colpito dai disastri della guerra, nel quale è importante andare oltre la figurazione per immergersi in un’espressività più consona al periodo. Il suo sgocciolare sulla tela distesa per terra, tecnica chiamata dripping, appare come un nuovo linguaggio, e trae spunto dalla “scrittura automatica” surrealista. In mostra si possono vedere anche i disegni dei primi quaderni di Pollock, come i tre fogli senza titolo del 1933-1939, che rappresentano l’involuzione dell’individuo civilizzato a bestia terribile e selvaggia.

Fino al 16 febbraio. Palazzo Reale

Piazza del Duomo 12, Milano

Info: 02875672; www.comune.milano.it/palazzoreale/

 

 

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