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Maxxi, il nuovo cineclub

«Per Fellini il cinema era arte figurativa in movimento, per Flaiano, l’unica forma d’arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore resta immobile. Per una volta vi chiederemo di entrare al Maxxi e restare fermi e seduti». Parole di Giovanna Melandri che, il presidente della fondazione, pronuncia durante il suo discorso di apertura all’anteprima stampa del Cinema al Maxxi tenutasi al museo. Presenti alla rotonda anche Paolo Ferrari, presidente fondazione Cinema per Roma, Luigi Abete, presidente Bnl gruppo Bnp Paribas e Mario Sesti, curatore della manifestazione.

Dal 14 settembre al 6 novembre l’auditorium del museo, ogni sabato e mercoledì ospita una ricca programmazione cinematografica suddivisa in tre cicli arricchita da un fuori programma che vede la struttura dedicare la giornata del 20 ottobre a Ettore Scola. Il primo ciclo si apre con I dimenticati. È un richiamo al passato, ai grandi autori italiani, alla «memoria, ai classici, al bianco e nero, a quel tipico carattere malandato dei film proiettati nei cineclub. Il cinema è parte della nostra identità, è in grado di parlare a tutti dicendo la verità o facendo sognare» spiega Mario Sesti. Realizzata in collaborazione con Cineteca nazionale e Raro video, questa prima sezione offre una retrospettiva sui grandi classici italiani dal secondo dopoguerra alla fine degli anni ’70, con film di Pietro Germi, Giuseppe De Santis, Antonio Pietrangeli, Ferdinado Di Leo, Mario Monicelli e Steno, Riccardo Freda, Valerio Zurlini e il film di montaggio di Bruno Di Marino. In collaborazione con Feltrinelli real cinema, Incontri con uomini e donne eccezionali, il secondo ciclo dedicato ai documentari in lingua originale, «cantieri di ricerca e sperimentazione del linguaggio cinematografico» per usare le parole di Sesti. Tra i film in questa sezione Girl Model di David Redmon e Ashley Sabin e Marina Abramovic: the artisti s present di Matthew Akers. Ultima ma non di minore importanza Anteprime in collaborazione con fondazione cinema per Roma. La settima arte ha bisogno di attenzione, questa sezione non vuole puntare meramente sull’inedito ma è un modo per «dare una mano ai film che valgono, essere vicino a chi rischia nel produrre e nel credere nella creatività» prosegue Sesti. Tra le programmazioni il Futuro di Alicia Scherson, con Rutger Hauer e Nicolas Vaporidis e i film di Daniele Lucchetti, Nicolas Bary e Francois Ozon.

Da sabato prende quindi avvio il cineclub Maxxi, presentando alle venti Divorzio all’italiana seguito da una conversazione con Carlo Verdone. Una nuova realtà che oltre al cinema propone incontri con attori, registi e conferenze. Un modo differente e forte per promuovere la cultura, «attraverso un cinema di valorizzazione in maniera coordinata al Festival internazionale del film di Roma, in un luogo diverso ma integrato, in una sala di differente destinazione» come l’auditorium del Maxxi, sostiene Luigi Abete. Un messaggio importante che invita a un’apertura tra le diverse realtà culturali per incontrare e far incontrare luoghi e persone attraverso un processo di interscambio.

Dal 14 settembre al 6 novembre, via Guido Reni 4, Roma; info: www.fondazionemaxxi.it

 

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