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Arte e industria rivivono nel progetto Hangar Bicocca

L’industria si allea con l’arte, la tecnologia dialoga con i saperi umanistici, la ricerca scientifica si apre alla cultura con il progetto Hangar Bicocca, che anche per il 2013 punta su ricerca, internazionalità, innovazione e dialogo con il territorio. La programmazione dei prossimi tre anni è firmata, nel ruolo di artistic advisor, da Vicente Todolì, fino al 2010 direttore della Tate Modern di Londra. Lo spazio, l’architettura industriale dell’Hangar, è al centro del progetto: «Intendo sfruttarlo nella sua integrità raccogliendone la sfida (15mila metri quadri), utilizzerò lo shed per gli artisti giovani, la navata centrale e il cubo per gli artisti con una carriera più consolidata» spiega Todolì. L’incontro tra spazio e arte enfatizza le loro potenzialità come se uno più uno facesse tre. Per Pirelli, socio fondatore e promotore della fondazione Hangar Bicocca oltre che un impegno finanziario (circa 3 milioni di euro all’anno) è anche una vocazione e un impegno nei confronti di Milano. «Hangar Bicocca esprime i valori di innovazione, internazionalità e attenzione al territorio che sono alla base della nostra cultura d’impresa – spiega il presidente del gruppo Pirelli Marco Tronchetti Provera – i 200 mila visitatori registrati nel primo anno confernabo che investire in cultura influisce positivamente sulla città. Il programma inizia a settembre con un’installazione dell’islandese Ragnar Kjartansson, a ottobre una retrospettiva di Dieter Roth. Le esposizioni si susseguono in modo che negli spazi ci sia sempre una mostra, spesso due. A gennaio 2014 una personale dell’italiana Micol Assael, poi in primavera una personale del brasiliano Cildo Meireles e a maggio l’antologica di Pedro Paiva e Joao Maria Gusmao. A giugno 2014 la prima retrospettiva di Joan Jonas, a settembre la personale di Celin Condorelli, in ottobre le sculture di Juan Munoz mentre il 2015 si apre con Damian Ortega.

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