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Dire quasi la stessa cosa

La scrittura, il sapiente gesto calligrafico, il significato di una parola sono le tematiche sviluppate nel progetto espositivo intitolato Dire quasi la stessa cosa, un’indagine filosofico – analitica riguardante la trasversalità etimologica del linguaggio. Negli gli spazi della galleria Label 201, un gruppo di artisti analizza e svela i processi mentali che sono all’origine della comunicazione non verbale. Carl Trahan, artista canadese residente a Berlino, è il protagonista di una performance di tre giorni il cui intento è svelare gli inganni che si celano nella traduzione di una parola in una differente lingua.

Con l’aiuto di un dizionario e partendo dal vocabolo francese “bouleversement”, Trahan s’interroga sull’etimologia di diverse realtà linguistiche. L’artista canadese, come ha precisato la curatrice Elena Giulia Abbiatici che insieme a Valentina G. Levy ha realizzato il progetto, costruisce nel suo lavoro un’architettura del linguaggio in cui la composizione di un intricato diagramma disegna una sorta di edificio calligrafico. Il progetto proseguirà il 19 aprile grazie agli interventi del duo napoletano Afterall e dell’artista norvegese Øystein Wyller Odden. I fratelli Enzo e Silvia Viola Esposito, aka Afterall, mostreranno al pubblico la loro opera che descrive l’incomunicabilità del linguaggio scritto.

Partendo da una missiva datata 9 gennaio 1975, dettata da un analfabeta e indirizzata a un altro analfabeta, gli artisti sveleranno la mancanza e la progressiva cancellazione del significato attraverso un processo di analisi semantica. L’ultimo contributo di Øystein Wyller Odden è il frutto di una minuziosa ricerca poetica. L’opera intitolata Everything I had ever written consta di un foglio di carta battuto a macchina dove l’artista ha ricopiato dettagliatamente tutti i testi scritti negli anni della sua formazione. Il risultato finale è una densa sovrapposizione di parole che evidenziano il proposito di costruire una stratificazione emozionale dove il gesto della scrittura si connette alla volontà di lasciare ai posteri una memoria indecifrabile.

Fino al 23 maggio; Label 201, via Portuense 201, Roma; info: www.label201.com

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