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Cinema porno e hard, il riscatto delle donne, parla Anna Span

Oggi il 3% delle donne consuma pornografia, sul web o con video. È il paragone fatto da Anna Thompson, in arte Anna Span, intervenendo a Film forum a Gorizia, nell’ambito della sezione dedicata ai porn studies, ovvero alla pervasività dell’immaginario di genere, quello pornografico, e alle sue interazioni e contiguità con il cinema mainstream. Anna Span, inglese di 41 anni, laureata in Belle arti, candidata per i Democratici alle politiche 2010 in Gran Bretagna, parla della sua attività di cineasta come di un impegno politico e hardfemminista. I suoi film si dedicano alla rappresentazione del piacere sessuale in una forma che coinvolge anche le donne, con generose inquadrature sugli uomini, attraenti, e non solo sulle protagoniste, rendendo giustizia anche allo sguardo delle spettatrici. Da questo punto di vista, l’Italia sembra l’Inghilterra anni Settanta. È arretrata in stereotipi della donna velina, femmina o lavapiatti rispetto all’Inghilterra dove si registrano più aperture che panico. Perché, in fin dei conti, «In Italia si preferisce tradire, anzichè condividere materiale erotico con il proprio partner e questo nonostante il porno sia più innocente di quanto si creda: tiene insieme molte relazioni perché permette di esplorare fantasie e offre soddisfazione al proprio immaginario, non necessariamente va praticato così com’è rappresentato. Il porno è la democrazia del corpo: come diceva Jaques Lacan, il piacere determina spesso il potere della persona» indica la Span. I suoi film non sono alla ricerca dello straordinario ma cercano di rappresentare le persone normali. E la censura, potrà mai insidiare istituzionalmente l’offerta porno sul web, come si è rischiato in queste settimane? «È impossibile», dice la regista inglese. La sezione porn studies di Film forum festival proseguirà con altri protagonisti: il regista russo Vasyl Cherepanyn, direttore del Visual Culture Research Center (Kiev, Ukraine), editore del Political Critique magazine; la saggista e ricercatrice Katrien Jacobs, docente di studi culturali e religiosi all’Università Cinese di Hong Kong, autrice di People’s Pornography: Sex and Surveillance on the Chinese Internet.

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