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Musei romani a rischio chiusura

Rischia di rimanere chiuso l’accesso al patrimonio artistico della città di Roma. L’allarme arriva forte e chiaro dalle istituzioni culturali della capitale, dopo i dati sulle carenze di personale museale divulgati pochi giorni fa dalla Soprintendenza ai beni culturali. Sulla questione è tornata oggi anche Anna Coliva, la direttrice della Galleria Borghese. All’Agenparl ha rivelato: «Abbiamo una gravissima carenza di personale. Il problema non è che manchino i custodi nell’organico del ministero dei Beni e delle attività culturali ma che spesso chi può si fa traferire presso gli uffici centrali. Ogni nuova infornata è sempre risultata inutile. La situazione è drammatica ed è stata più volte segnalata anche perché gli incarichi di lavoro sono sempre più concentrati su quelli che restano». Di conseguenza un patrimonio ricchissimo di opere di pittura e scultura dei più eccellenti nomi dell’arte di tutti i tempi, da Raffaello a Bernini, da Tiziano a Caravaggio, da Pietro da Cortona a Guercino, conservati in scrigni architettonici di grande valore artistico e storico, rischia di non poter essere più visitato se non si corre ai ripari. Come si era appreso dalle colonne di Repubblica, qualche giorno fa, da tempo queste istituzioni lamentano una carenza di personale, soprattutto custodi, che rende difficoltoso rendere fruibili i servizi di alcuni importanti musei di Roma. Tanto che spesso i direttori sono costretti a chiusure parziali di sale, o a organizzare ronde di custodi che si spostano all’interno delle sale a porre rimedio alla carenza di postazioni fisse. Il problema si annida nei tagli al Mibac del 10% imposti dalla spending review, i quali avrebbero comportato questa situazione di assoluta emergenza.  Federico Trastulli, responsabile di Uil Bac, ha sottolineato l’importanza e la necessità di una politica culturale più consapevole da parte del governo per cui la cultura possa essere considerata come un’ incubatrice di investimenti e di sviluppo, anche perché: «La presenza del Mibac sul territorio nazionale è seconda solo a quella del ministero dell’Interno ed è pertanto meritevole di avere un ruolo più importante nel quadro politico».

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