La finestra sul mondo

Istanbul e New York camminano insieme grazie a protocinema

Fondata da Mari Spirito nel 2011, Protocinema è una iniziativa artistica che si propone di riutilizzare spazi non convenzionali, facilitando gli artisti nel loro utilizzo, o nell’esporre in siti non dedicati alle pratiche artistiche. Attiva tra Istanbul e diversi luoghi negli Stati Uniti e in Europa, Protocinema incoraggia un approccio tanto critico quanto liberatorio: critico nel senso della riproblematizzazione delle releazioni fra l’opera d’arte e il luogo in cui è esposta, liberatorio nei termini delle relazioni dell’artista col proprio lavoro. «Molti artisti coi quali lavoro lamentano il fatto di non esibirsi in gallerie o musei davvero liberatori», dice Mari Spirito. Proprio per questo a volte il lavoro non è percepito come arte, quando non è percepito del tutto. È il caso della ricostruzione delle sequenze filmiche create nel 2011 da Protocinema nello spazio Manzara di Istanbul. Concepita da Dominique Gonzales-Foerster e Tristan Barow, “The 121st night” era un’opera d’arte effimera che usava le interazioni sociali come materiale proprio.

Secondo un copione scritto e non, lo spazio è stato investito, con il pretesto di un party, dalla magia della riunione dei personaggi di cinque diversi film durante altrettante differenti ere della cinematografia. La vita reale degli ospiti interagiva con questi personaggi, entrando nell’intreccio narrativo dei film, cambiandoli all’apertura della serata. L’unico giornale che ha coperto l’evento era d’intrattenimento e ha parlato del party. Durante questa estate Protocinema ha ospitato l’artista statunitense Brian O’ Connell che ha creato un lavoro monumentale, ispirato alla relazione della città con il mare. La ricostruzione in cemento di una barca tradizionale in scala 1:1 è stata esposta nello studio d’architettura, prima che fosse aperto al pubblico. La creazione della barca ha dato luogo all’interazione tra l’artista e la scena artistica locale, e impegnato giovani studenti d’arte nella realizzazione del lavoro.

In occasione dell’apertura del Broad museum all’università statale del Michigan, progettato da Zaha Hadid, il curatore Michael Rush ha invitato Protocinema a esibirsi lì. Ahmet Ogut, artista di base a Istanbul, ha proposto un’installazione interattiva sul tema della sorveglianza, introducendo Salt, un importante spazio di ricerca e arte contemporanea di Istanbul, nell’equazione. Al pubblico della galleria del Broad museum è stata data la possibilità di guardare su un monitor di sorveglianza la guardia del museo che durante il suo turno stava controllando il pubblico del Salt di Istanbul mentre vedeva arte. Una riflessione a doppio taglio su un tema sempre attuale. All’inizio del 2013, a New York, in uno spazio ancora sconosciuto, il pubblico sarà invitato a vedere L’inventario di Can Altay, un’incursione nell’universo di uno degli artisti e curatori più creativi di Istanbul. Nel panorama artistico della città, insomma, Protocinema offre una prospettiva davvero innovativa sulla produzione e le pratiche artistiche. Per maggiori informazioni: www.protocinema.org

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