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Il Popsurrealismo a Cagliari

Con la seconda edizione, appena conclusa, del festival Ex pop teatro 2.0  Assassinio dell’estetica, il connubio di arti performative e visive firmato da Valeria Orani e Valeria Ciabattoni, Cagliari si è popolata da figure surreali del mondo lowbrow. Dopo due tappe nel 2010, a Roma (laboratori Sotterranei) e Bari (galleria Fabrica Fluxus), il progetto Next-door monsters, a cura di Francesco Paolo Del Re, ha trovato nuova forma in un cantiere del centro storico (Locale sfitto, a Villanova). Per questa tappa Del Re ha proposto le terrificanti creature di quattordici giovani artisti, in una presentazione a metà fra il rito catartico collettivo, con il quale scacciare gli incubi dell’infanzia, e la celebrazione del fascino segreto esercitato dai mostri cinematografici e letterari.

Più che esterne, le creature deformi, sembrano proprio dentro casa. Le stesse che hanno traumatizzato i nostri ricordi con personaggi come l’ IT cinematografico di Tommy Lee Wallace, riproposto da Claudio Evangelista, o il Dracula, versione di Tod Browning, di Alessio Bogani (Twilight), inquietanti come da copione. Altri personaggi classici dell’horror vengono invece neutralizzati dall’ironia, è il caso del Mostro della laguna nera che Lucamaleonte trasforma in un fidanzato abbandonato in Insieme a te non ci sto più, o attualizzati mediante uno slittamento di linguaggio, si veda la versione fumetto di Baby Jane propostaci da Riot Queer in Baby Jane Hudson. Non è solo il pop surrealismo a condurre il discorso. Con Portrait after great pain, Zaelia Bishop porta nel suo assemblaggio su fotoritratto d’epoca tutta la raffinatezza narrativa di The elefant man di David Lynch e la nostra paura per il diverso lascia spazio al lirismo della solitudine, quella di chi, più che spaventare, vorrebbe solo essere amato.

La mostra, così come gli altri eventi espositivi proposti dalla rassegna (Songs for lovers di Enrico Castellana e Autoportraits di Roberto Foddai) risulta perfettamente incasellata nel tema e nel tono spinosamente ironico del festival e l’idea di ospitare gli eventi in spazi sfitti e/o in costruzione è una risposta creativa alla crisi del mercato immobiliare. Il carattere frizzante, non così frequente a Cagliari, fa perdonare anche le piccole sbavature allestitive.

fino al 9 settembre

Locale Sfitto, piazza San Giacomo, Cagliari

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